Il tempo e' volato, come al solito, e non gli siamo stati dietro...I muri di Lappis credo sappiano contare i giorni che passano molto meglio di noi, non si stupiscono quando arriva l'estate e poi finisce un erasmus, di gente, ne hanno vista davvero tanta...
Passato il momento di stupore iniziale, quando si conoscevano 30 persone nuove al giorno, tra cui il primissimo, Ryan di Boston, che si presento' con una bottiglia di whiskey Americano prima ancora che con il suo nome, passata la settimana dell'ostello, con la primissima festa a Allhuset, passata poi la fase di consolidamento dei rapporti tra le persone.
Passate le prime feste un po' anomale, per uno che ovviamente mai era stato in erasmus prima, senza regole o codici, passate le feste successive, meno strane ma piu' divertenti e semplici, passati i corridoor dinners, i corridoor parties, Tina ubriaca, TUTTI ubriachi, passate le scampagnate per il bosco di Lappis, i falo' in spiaggia con i "palets" di Ica, passate le serate degli addii. Passate le visite di Anna, dei miei, di Ele, Carlo e Ruwan, Arianna, e i fisici poco fa. Ora arriva il mio ultimo addio, il MIO addio. Poi se ne andra' paolo, poi loredana, e poi per ultimi tutta la combriccola dei sardi. E saremo stati solo un po' di polvere in più in un angolino della stanza, dove la scopa non arriva a pulire, per i muri di casa nostra. Uno dei tanti studenti erasmus che si credono tanto speciali...
Un po' deserta come e' ormai, Lappis rivela tutta la sua fredda impassibilita' di fronte a gente che va, e gente che viene. Le ultime feste di addio, gli studenti indietro con gli esami, qualche falo' qua e la', ma niente di quello che e' stata, Lappis, quando la primavera e' esplosa, e poi l'estate. Niente piu' spagnoli, niente piu' feste in lavanderia, che ora profuma solo piu' di bucato, niente maratona delle 25 ore, c'e' solo piu' qualcuno che gira per i vialetti verdi a testa bassa, con la faccia di chi lì ci ci è stato per un po', guardandosi intorno e riconoscendo in ogni corridoio qualche pezzo di vita vissuta o qualche faccia di erasmus. Restano solo i muri delle case, che si stagliano spigolosi nel cielo primaverile dell'estate. I muri delle case sono li' che se la ridono, perche' trovano tutto questo molto divertente..."ma che fate, umani, che cos'e' questa malinconia? Ancor non siete paghi di riandar li sempiterni calli? Ancor vagate e mirate pensierosi queste valli? Ogni sei mesi la stessa storia, ma fatevi furbi una buona volta!!". "Eh no, maledetti muri di stupido mattone, non e' cosi' che funziona, ognuno di noi pensa per sè, cosa ci interessa se e' sempre la stessa cosa?". "Ok, sarà anche come dite, ma non è che comunque state sempre a piangervi un po' addosso? Vi siete divertiti? Siete stati bene? Sì. Prendete il lato positivo, no? Non siate ridicoli e non datevi le zappate sui piedi, vi pare? Godete di quello che avete, e avete avuto!!!". "Sì, ma è ovvio, ma che volete, la malinconia da partenza è sintomo di qualcosa che è finito bene, pensate un po' se uno se ne tornasse contento di aver finito...non vi parrebbe un po' strano? Giudichereste che è stato bene uno che non vede l'ora di tornare? E poi, su, non siate saccenti, è così per tutti, siete solo dei muri altezzosi, anzi, per me siete pure diventati freddi e insofferenti con il tempo...Siete come delle vecchie zitelle quando vedono due giovani passeggiare per mano. Ci conoscete bene, che vi piaccia o no, e siete condannati a restarvene lì come dei pirla, immobili, mentre il mondo va avanti per i fatti suoi, ci credo che non capite e siete diventati acidi...".
Ma i muri non rispondo alla fine, perchè sanno che comunque ho ragione io...I numeri lo dimostrano, e i muri, se non credono alle parole, ai numeri credono per forza, devono, e li capisco, sono stati progettati da un ingegnere, non da un filosofo...
Alla fine, queste sensazioni condite da una brezza fresca e un silenzio strano per il posto, non sono poi nemmeno tutta sta novita', anche se e' diverso per importanza, perche' e' poi quello che accade tutte le volte a caprera, quando la settimana vecchia lascia il posto alla settimana nuova, e tu sei a cavallo tra le due...caprera e' un po' un piccolo, piccolo erasmus, gente che va e gente che viene, ogni volta gruppi nuovi, cascuno con la sua chimica diversa, e gente che cammina solitaria con l'animo arruffato sui vialetti al cambio della guardia...pensando che anche le rocce, i pini e il mare stesso ormai ti conoscano per la sola ragione che ti hanno visto troppe volte andare avanti e indietro...L'impressione, alla fine, e' la stessa, ma dopo 6 mesi di vita, non due settimane!!!
Una bella avventura, questo erasmus, a pieni voti. Meno pieni saranno quelli della mia laurea, temo, visto che tutto non puo' andare bene (chissa' perche', poi...), ma pazienza, non ho rimorsi e forse neppure rimpianti.
Sabato sera arrivo a Torino, da lunedi' ci rivedremo un po' tutti.
Sono comunque anche contento di tornare, perche' ho voglia di rivedere tutti, e un erasmus deve comunque finire a un certo punto. Se no, non sarebbe erasmus, sarebbe vita normale, dunque nulla di speciale. E i saggi e vecchi muri di Lappis, un po' di ragione, alla fine ce l'hanno...
Saluti a tutti, e...fine (forse) del blog!!!
Mario