lunedì 30 giugno 2008

Dialogo di uno studente errante ed il muro di casa sua

Soffiava un vento fresco ieri sera a Lappis. Tornavo dalla tana del (ex) rasta, dove abbiamo guardato la finale degli europei, e qualche filmino scemo su TuTubo. I reduci. Non ci sono piu' Tolga il turco, non c'e' piu' Michi lo svedese del nord che suona il piano con la sua faccia da bambinone, non c'e' piu' Maga, Tommaso, Marta, Martina e molta della Famiglia Italiana. Non ci sono Pablo e gli ottanta spagnoli, ne' Tina, o l'Australiana pazza, non c'è la maestrina americana Stacy che portava i bambini svedesi per le strade in fila per due, e Gulavillan e' chiuso da un mese ormai e l'odore di birra versata e' rimasto intrappolato dalle porte chiuse. Non c'è l'americano-nipponico barista di lappis, con quel suo ridicolo cappello a bombetta, non c'e' Matias from Denmark alto 1,87, non c'e' mamma Sol.
Il tempo e' volato, come al solito, e non gli siamo stati dietro...I muri di Lappis credo sappiano contare i giorni che passano molto meglio di noi, non si stupiscono quando arriva l'estate e poi finisce un erasmus, di gente, ne hanno vista davvero tanta...
Passato il momento di stupore iniziale, quando si conoscevano 30 persone nuove al giorno, tra cui il primissimo, Ryan di Boston, che si presento' con una bottiglia di whiskey Americano prima ancora che con il suo nome, passata la settimana dell'ostello, con la primissima festa a Allhuset, passata poi la fase di consolidamento dei rapporti tra le persone.
Passate le prime feste un po' anomale, per uno che ovviamente mai era stato in erasmus prima, senza regole o codici, passate le feste successive, meno strane ma piu' divertenti e semplici, passati i corridoor dinners, i corridoor parties, Tina ubriaca, TUTTI ubriachi, passate le scampagnate per il bosco di Lappis, i falo' in spiaggia con i "palets" di Ica, passate le serate degli addii. Passate le visite di Anna, dei miei, di Ele, Carlo e Ruwan, Arianna, e i fisici poco fa. Ora arriva il mio ultimo addio, il MIO addio. Poi se ne andra' paolo, poi loredana, e poi per ultimi tutta la combriccola dei sardi. E saremo stati solo un po' di polvere in più in un angolino della stanza, dove la scopa non arriva a pulire, per i muri di casa nostra. Uno dei tanti studenti erasmus che si credono tanto speciali...
Un po' deserta come e' ormai, Lappis rivela tutta la sua fredda impassibilita' di fronte a gente che va, e gente che viene. Le ultime feste di addio, gli studenti indietro con gli esami, qualche falo' qua e la', ma niente di quello che e' stata, Lappis, quando la primavera e' esplosa, e poi l'estate. Niente piu' spagnoli, niente piu' feste in lavanderia, che ora profuma solo piu' di bucato, niente maratona delle 25 ore, c'e' solo piu' qualcuno che gira per i vialetti verdi a testa bassa, con la faccia di chi lì ci ci è stato per un po', guardandosi intorno e riconoscendo in ogni corridoio qualche pezzo di vita vissuta o qualche faccia di erasmus. Restano solo i muri delle case, che si stagliano spigolosi nel cielo primaverile dell'estate. I muri delle case sono li' che se la ridono, perche' trovano tutto questo molto divertente..."ma che fate, umani, che cos'e' questa malinconia? Ancor non siete paghi di riandar li sempiterni calli? Ancor vagate e mirate pensierosi queste valli? Ogni sei mesi la stessa storia, ma fatevi furbi una buona volta!!". "Eh no, maledetti muri di stupido mattone, non e' cosi' che funziona, ognuno di noi pensa per sè, cosa ci interessa se e' sempre la stessa cosa?". "Ok, sarà anche come dite, ma non è che comunque state sempre a piangervi un po' addosso? Vi siete divertiti? Siete stati bene? Sì. Prendete il lato positivo, no? Non siate ridicoli e non datevi le zappate sui piedi, vi pare? Godete di quello che avete, e avete avuto!!!". "Sì, ma è ovvio, ma che volete, la malinconia da partenza è sintomo di qualcosa che è finito bene, pensate un po' se uno se ne tornasse contento di aver finito...non vi parrebbe un po' strano? Giudichereste che è stato bene uno che non vede l'ora di tornare? E poi, su, non siate saccenti, è così per tutti, siete solo dei muri altezzosi, anzi, per me siete pure diventati freddi e insofferenti con il tempo...Siete come delle vecchie zitelle quando vedono due giovani passeggiare per mano. Ci conoscete bene, che vi piaccia o no, e siete condannati a restarvene lì come dei pirla, immobili, mentre il mondo va avanti per i fatti suoi, ci credo che non capite e siete diventati acidi...".
Ma i muri non rispondo alla fine, perchè sanno che comunque ho ragione io...I numeri lo dimostrano, e i muri, se non credono alle parole, ai numeri credono per forza, devono, e li capisco, sono stati progettati da un ingegnere, non da un filosofo...
Alla fine, queste sensazioni condite da una brezza fresca e un silenzio strano per il posto, non sono poi nemmeno tutta sta novita', anche se e' diverso per importanza, perche' e' poi quello che accade tutte le volte a caprera, quando la settimana vecchia lascia il posto alla settimana nuova, e tu sei a cavallo tra le due...caprera e' un po' un piccolo, piccolo erasmus, gente che va e gente che viene, ogni volta gruppi nuovi, cascuno con la sua chimica diversa, e gente che cammina solitaria con l'animo arruffato sui vialetti al cambio della guardia...pensando che anche le rocce, i pini e il mare stesso ormai ti conoscano per la sola ragione che ti hanno visto troppe volte andare avanti e indietro...L'impressione, alla fine, e' la stessa, ma dopo 6 mesi di vita, non due settimane!!!
Una bella avventura, questo erasmus, a pieni voti. Meno pieni saranno quelli della mia laurea, temo, visto che tutto non puo' andare bene (chissa' perche', poi...), ma pazienza, non ho rimorsi e forse neppure rimpianti.
Sabato sera arrivo a Torino, da lunedi' ci rivedremo un po' tutti.
Sono comunque anche contento di tornare, perche' ho voglia di rivedere tutti, e un erasmus deve comunque finire a un certo punto. Se no, non sarebbe erasmus, sarebbe vita normale, dunque nulla di speciale. E i saggi e vecchi muri di Lappis, un po' di ragione, alla fine ce l'hanno...
Saluti a tutti, e...fine (forse) del blog!!!
Mario

mercoledì 25 giugno 2008

Stockholm physics conference



Partirono in sei ed erano abbastanza
un pianoforte una chitarra e molta fantasia
e fu a Stoccolma che scoppiò la prima bomba
tra una festa e una suonata in periferia

(Adri, Mauro, Elisabetta, Carla, Pennaz, Ale)

Ripartiti i fisici da Lappis, ho caricato finalmente le mie foto (attendo le vostre!!). Per fortuna avevo chiesto alla ragazza svedese (Edith, "graziella") che ha traslocato di lasciare la porta della sua stanza aperta...Mi ha promesso che mai e poi mai me l'avrebbe lasciata aperta, ma se ne deve essere dimenticata...buon per noi...In sette in camera mia sarebbe stato un pelo caotico. Quattro e tre, invece, non poteva essere migliore. Il giorno prima che arrivasse il gruppone si poteva intravedere un losco individuo trasportare materassi altrui per i vialetti di lappis. E' importante essere ben inseriti nel mercato nero dei materassi: il giorno dopo la loro partenza erano già tutti spariti :-)

mercoledì 18 - ARRIVO
Adriano scende dalla macchina per ultimo e mi manifesta tutta la sua amicizia dicendomi, come primissima cosa dopo troppo tempo che non ci vedevamo: "Oh, ma il taxista della nostra macchina ci ha fatto pagare di più dell'altro...cos'è sta storia?". Poi, ci siamo salutati.
Pastasciuttata delle 2.30 (giusto che avevo fatto il sugo con le acciughe, finito in un sol colpo...) perchè la carne di renna che avevo preparato la sera nell'attesa (con champignons e lingonberries) era per il giorno dopo...ne porterò un po' a Torino, se mi riesco a ingegnare su come fare, e la cucinerò alla prima cena da me :-)

giovedì 19 - GIRO PER STOCCOLMA
Primo giorno, giro di Gamla Stan...Gamla Stan è l'isola centrale, medievale, fatta di carrugi e viette strette e pedonali...E' molto bella, sebbene molto turistica, ma ci sono alcune sue parti che sono un po' più defilate e tranquille. Kanelbulle per colazione in Kungstragarden davanti al palazzo reale, a mezzogiorno abbiamo recuperato Antonella dell'Aula E, arrivata in treno da Uppsala dove fa l'erasmus e...giro di Stoccolma...Pranzo da un carrettino che vendeva hot dog sulla strada. Sì, comunque stoccolma è molto bella in questa stagione, ogni tanto fa un temporalone, ma ci sono tipo 18-20 gradi...un po' come a torino ultimamente...fresco e primaverile...
Nel tardo pomeriggio abbiamo preso uno dei battelloni turistici che fa il giro intorno all'isola più grande di stoccolma, soderman, passando attraverso la chiusa che sèpara il lago dal mare.
La sera siamo andati a ballare in un localino carino come musica ma con età media un po' altuccia...il posto dove abbiamo cercato di entrare, il "solidaritet", che il giovedì fa serata universitaria, non ci ha fatti entrare in quanto non presenti sulla LISTA. Il mio nome l'avevo ovviamente mandato ma conoscere le mafie dei materassi non è sufficiente quando si deve entrare in un locale di stoccolma... Il posto comunque era carino, adri si è esibito ballando a modo suo, eli si è esibita pure lei (in modo diciamo pure...diverso...da adri).
Tina mi ha fatto il muso per tutta la serata perchè ci ha aspettati fino alle undici e mezzo e poi le ho detto che forse preferivamo andare in qualche altro posto (ma poi per il quieto vivere, e perchè comunque metà della gente ci teneva ad andare in un localino del genere siamo andati con lei, pablo e banda di spagnoli...)

venerdì 20 - MIDSOMMAR
La festa di mezza estate è una festa pagana tra le più sentite in assoluto, forse più sentita addirittura di natale, in svezia. La gente si sveglia, fa colazione con champagne e fragole, e poi cantano e ballano intorno a un palo alto e ricoperto di edera. Siamo andati a Skansen, un museo a cielo aperto, dove c'era la festa più grossa... Lì si trovano una cinquantina di case tipiche della svezia, da nord a sud, smontate da dove stravano e rimontate, e c'è una parte con zoo e animali scandinavi.
La sera, abbiamo cenato con il mio corridoio, fuori, nel prato di lappis. Secondo tradizione, a midsommar bisogna mangiare le smashed fresh potatoes (come si traduce smash per le patate in italiano? schiacciate? fa ridere...) con delle salsine... E dopo, festa prima nel mio corridoio e poi nel prato di lappis: special guests, una parte dei terminal traghetti (ma mancavano berny e lucio). Una ventata di mediterraneità divertente che hanno apprezzato tutti, soprattutto stefan il tedesco, che così ha vista confermata l'idea dell'italia che aveva: pizza, (mafia) e mandolino (che mauro aveva portato con se, oltre a tamburello e organetto alessandro). Quando siamo usciti a suonare pizziche in giardino, si è aggregato un gruppetto di svedesi e erasmus che faceva festa lì vicino e hanno ballato insieme ad eli (che si è portata la GONNA NERA LUNGA per l'occasione!!!), mauro e me. E' stato molto divertente. Ci siamo poi trasferiti in spiaggia, dove nel frattempo c'era una specie di festa rave con organizzazione super (amplificatori e generatore di corrente...) e siamo stati lì fino all'alba (ovvero le tre).

sabato 21 - PARTENZA
E beh, fine della vacanzina breve...abbiamo fatto un ultimo giro per stoccolma, passando per soderman con vista panoramica su TUTTA la città. Cibo da burger king alla stazione e fine, ripartenza...

Direi comunque 100% riuscita la rimpatriata fuori patria, se non fosse (unica cosa) che avevo un po' la tesi (che non va...) per la testa...perchè quando non c'è più nulla che possa andare storto accadono cose che NON possono accadere così il campione non riesco COMUNQUE ad avercelo che funzioni...al limite, se proprio non può fare altro, scompare il cristallo da sotto i miei occhi, senza sapere come sia possibile...come ho già detto al mio prof, incomincierò la tesi con queste due righe: "se esiste un dio, ha nascosto tutte le risposte alle domande dell'uomo nella mia pastiglia di YBCO".

Ciò detto, vi saluto tutti frettolosamente che devo preparare da mangiare per tutto il corridoio stasera, come pena per essere stato battuto da Pablo agli auropei...funziona così, chi perde, cucina...e vabeh...
Se mi sono dimenticato di dire qualcosa di fondamentale o qualche aneddoto divertente, ovviamente fatelo voi fisici venuti qui nei commenti sotto!!! Vedete link in alto a destra per tutte le altre foto...presto riceverò le foto di Tina e le aggiungerò, sono quelle della serata in corridoio, dunque le più belle, forse...
ciao e a presto (torno il 5)
mario bj
(o, piuttosto, visto che biondo in svedese è ljus,)
mario lj

domenica 8 giugno 2008

Lappis wildlife

Si sapeva che Lappis avesse animali selvaggi, oltre al branco di spagnoli ubriachi, che pascolano nei dintorni. Si sono visti cerbiatti, volpi, lepri, qualcuno forse ha visto anche un cervo...
Oggi sono andato a correre, verso le sette di sera, c'era un bel sole e un'aria fresca e primaverile...ed ecco che a nemmeno 500 metri di distanza da casa mia, sul confine con il bosco, mi sono imbattuto in una cerbiatta con il suo figliolo, che mi fissavano. Stavano lì, immobili, con quelle orecchie a punta, a guardarmi, e non sembravano avere paura. Erano molto belli da vedere, sembravano quasi in posa per uno scatto da national geographic, così ho invertito la rotta per tornare a casa, prendere la maccina, sperando di ritrovarli, e scattare una foto. Al mio ritorno però non c'erano più. Così mi sono inoltrato nel bosco, silenziosamente, cercando di non farmi sentire...e così mi sono di nuovo imbattuto nella mamma, e stavolta c'era anche il papà. Ma niente cerbiattino. Ho fatto qualche foto e poi sono tornato indietro, peccato, il piccolo non c'era più. Camminavo nell'erba alta, e passando più o meno per dove li avevo visti la prima volta, a un certo punto ho sentito: SQUIEEEECK!!!
E ho inciampato. E' tutto successo improvvisamente, e non mi sono all'inizio ben reso conto, credevo di aver messo il piede in un formicaio. Ma i formicai non fanno SQUIECK. I figlioli di capriolo sì, però. Per puro caso e senza volerlo, era accaduto che avevo pestato il cucciolo che si era accucciato nell'erba alta, per non farsi vedere da me. Era spaventatissimo (ma io di più...ho vertamente fatto un salto, e poi avevo paura che arrivasse alla carica il padre e mi incornasse...) e stava tutto raggomitolato. Ma stava bene perchè poi l'ho un po' smosso ed è trotterellato via facendo dei gran salti da capriolo. Non l'ho accarezzato perchè...beh non ci ho pensato, sembra impossibile, ma il verso che ha fatto mi aveva proprio troppo fatto fare un salto...
Ora, al di là dell'aneddoto e della storiella che di per sè è carina comunque...vi rendete conto che a nemmeno due Km dalla capitale e a 500 metri da università e residenza studentesca ci sono gli animali selvatici che convivono con noi? E' come dire che, al di là del ponte di piazza vittorio, potrei trovare i camosci che saltano liberi per la collina...Pazzesco!!
Bon, vado a dormire, a questo punto...sono appena tornato da ballare in un posto carino ma affollatissimo...però avevo voglia di scriverla, sta cosa, perchè mi è proprio piaciuta...



venerdì 30 maggio 2008

Dialogo tra una parrucchiera libanese e uno studente errante

Ok, oggi sono andato a tagliarmi i capelli perchè erano davvero troppo lunghi...Non che mi dispiacessero, ma erano un po' fastidiosi e assumevano forme tempestose, o come pettinati con l'esplosivo.
Mi decido dunque e vado dal Frisör (colui che ti FRESA la testa) che c'è davanti all'università. Se sta lì, farà dei tagli ggiovani (le due 'g' stanno ad indicare che va proninciato alla verdone, nel senso di "un ssacco ggiovane, non ssso sse mi ssspiego"). Entro e c'è un tizio un po' magrebino e una tizia di aspetto poco svedese. C'è un po' di coda, aspetto. Il tizio magrebino intanto sta fresando i peli che escono dalle orecchie di uno studente peloso. Ok.
Arriva il mio turno, passo con la ragazza, che è libanese.

MARIO - "Hello, I would like to cut my hair, but not too much. More here, on the side, where they are so dense".
FRISÖR
- Why do you want it long? It's summer, now!
M - Well, yes, but I think it looks nice a little longer...
F - Do you really think so? I think it would be better to cut it short, like Back Ham.
M - What does Back Ham mean?
F - You really don't know Back Ham? Really? Back Ham!!!
M - No, I don't, I'm sorry, I have always had a normal hair style, but I can try the Swedish haircut, ok...
F - But it's not swedish, he plays in England...Beckam...Well I am sorry but I think you would really look much better with his hairstyle. I think it's the sexiest haircut...
M - Well, but...I prefer it longer...
F - No, I will cut it short.
M - Well if its YOUR sexiest haircut, then ok, cut it short...But not too much!!!

Alla fine mi ha spedito al supermercato a comprare il gel...cosa che ovviamente ho fatto, si può forse andare contro gli ordini di una tagliatrice di capelli libanese??? Non direi proprio...
E' costato solo 12 euro, va a finire che la svezia costa meno dell'italia, alcolici esclusi...
ciao guappi,
il vostro David (Beckham)

PS - le foto da ora in poi le linko in alto a destra, in "LINK a PICASA"... Ho caricato quelle nuove di maggio

sabato 24 maggio 2008

Freewheeling Mario ("a ruota libera")

Tina mi fa morire certe volte...con questa sua faccia da foto (e quanto si incazza quando le facciamo le foto con due macchine contemporaneamente, da due angolazioni,apposta, diverse...quando non può fare la faccia "giusta" in tutte e due le foto!!!)...se notate, non esiste una foto in cui abbia un'espressione diversa...occhioni cerbiatteschi ben spalancati, sorriso accennato ma furbetto, viso con angolo di esposizione alla foto compreso tra i 15 e i 20 gradi... :-)
Innanzitutto, è l'unica svedese che io conosca in grado di ubriacarsi con due, dico DUE!, bicchieri di vino...E non è poi solo brilla o allegra, come si dice, è proprio fuori come un balcone. Beve un bicchiere, ne beve un altro, e tack!! , eccola che ride e parla di tutto ciò che non vorrebbe mai aver detto il giorno dopo. Se supera i 4 o 5, il suo cervello va in stand-by e non si ricorda nulla di quello che ha fatto o le è successo (Tina, sicura che proprio non ti ricordi? Non sarà che è COMODO certe vole fare finta di non ricordare? Eeeeh???).
Ieri c'era la prima giornata dello Stockholm music festival nel campus universitario, sul prato. Lasciamo stare il servizio d'ordine e le perquisizioni all'entrata (ma dove siamo? E' mai morto nessuno se ci si porta una birra dentro? Ma siamo matti?!). Ma Tina mi faceva morire...si mette a parlare velocissima in inglese mangiandosi metà delle parole, ti parla vicino vicino senza nemmeno capire bene lei di cosa stia parlando, e poi si mette a ridere. E che passione che ci mette nello spiegarti le più piccole saggezze (nel sistema di riferimento del ciucco) della vita... "come on, it's really like this, you have to believe me...come ooooon!!". Oppure, il massimo l'ha toccato quando si è messa a discutere con me dei miei capelli, troppo lunghi, ma anche no, perchè sto bene con i capelli lunghi, però da corti stavo anche bene.
Ogni tanto abbiamo qualche discussione animata, la prima era stata sull'opportunità di dare uno schiaffo al proprio figlio quando si comporta male (e lo fa apposta). Sembra che in Svezia non parlino d'altro, perchè ho riscontrato un fronte compattissimo e contrario. Quasi da venire alle mani...Ieri era la volta della questione (vi importanza vitale, nel sist. rif. Tina) "l'uomo, ha da radersi il pelo?". Anche qui, mescolando la parità dei sessi, l'estetica, la modernità e questioni se vogliamo di ordine più...pratico...
Non è la tipica svedese, questo va detto, perchè è molto aperta e socievole...Gothenborg è un po' la Napoli in Italia (proprio volendo estremizzare) e i suoi abitanti sono più caciaroni. Gli altri svedesi sono gli unici del corridoio rimasti per i fatti loro. Cazzacci loro, si godano la cenetta chiusi in camera. Qualche giorno fa la cino-svedese Amy mi ha chiesto come facevo ad essere a conoscenza di tutte queste feste e barbeque in Lappis e dove avessi conosciuto tutti questi studenti erasmus in giro...Le ho spiegato che può essere utile, talvolta, mettere il naso fuori di casa per scoprire un mondo nuovo. Era scioccata. E io pure.
Nel frattempo poi se n'è andata Daniela la ballerina portoghese. C'era un cartello giallo
con una scritta nera diceva "Addio cara Daniela, con te se ne parte la primavera". Le abbiamo fatto una bella festicciola di addio in corridoio (ovviamente gli svedesi veri non si sono presentati NEMMENO per salutarla (iesus...). E le abbiamo preso la federa del cuscino e le abbiamo scritto tante belle cose con pennarello indelebile. Era contenta. Prima o poi faremo un giro europeo per andarci a trovare a vicenda, lei a Lisbona, Stefan in cruccolandia, Pablo a Madrid, io a casa mia e Tina quassù.
Ora torno a scrivere un po' di tesi. Gli altri sono fuori che partecipano al 25-hours-drinking-day. Iniziato oggi alle 2pm, finisce domani alle 3pm (in uno stato pietoso, credo). Gente che non ha un tubo da fare. Meravigliosa sensazione, beati loro.
Torno mesto alla mia tesi.
Ciao a tutti


martedì 13 maggio 2008

Parentesi Italia

Sebbene non abbia dato l'esame di metà tesi come avrei dovuto, perchè la mia tesi sta andando un po' a rilento (ma forse abbiamo scoperto cos'è che non funziona, e come risolverlo), sono tornato lo stesso (come tutti sapete, cosa sto a dirlo?) in patria. Tutto uguale a prima, poche novità...Vasco sta continuando a cantare da tamarro rocchettaro, mia cugina giulia continua ad andarlo a sentire (ciao, giulia!!), il tizio della guardia di finanza a malpensa non parlava inglese e nemmeno troppo italiano, però se la cavava bene con il napoletano, le autostrade sono un gran casino, il mio molto vecchio cane era ancora molto vivo, Berlusca è al governo. Insomma, niente di nuovo sul fronte occidentale. Tranne, volendo proprio fare gli sboroni, i terminal traghetti in tour non più per i centri sociali, nemmeno per i circoli arci, ma addirittura per le piazze non di Torino ma del Piemonte...di oggi la notizia della possibile prossima data all'Hiroshima mon amour...un piccolo passo per un uomo ma un balzo da giganti per l'umanità (...beh...).
E visto che non ha tutto sto senso, credo, raccontare ciò che tutti sapete (o dovreste sapere) perchè...c'eravate (o dovevate esserci, Marco, Paolo, Clio & co., disertori di Govone - scherzo, lo so, era un po' lontano e Clio sta sfondando nel mondo del giornalismo)...carico le foto e qualche pezzo del filmino di Govone (CN).
Mi ha fatto cmq molto piacere vedere tutti e fare una piccola vacanzina in mezzo agli amici di vecchia data...
Ci sentiamo, fatevi sentire e...date sempre un occhio al calendario prenotazioni (link), se avete tempo libero e un centinaio di euro da spendere!!!
Ciao e a presto
Mario

FOTO:

1 - polletto, fisici, giovedì sera [metto le foto non appena mari me le manda :-)]




2 - osteria, liceo, venerdì sera





3 - TerminalTraghetti @ Govone (film), sabato sera (vedi link per TuTubo, filmato versione ridotta, 10 minuti...)

mercoledì 7 maggio 2008

Ele a Stoccolma, i due giorni di matrimonio zingaro, Arianna e Valborg, il più grande falò-barbeque di Lappis

Ele è arrivata a Stoccolma nel bel mezzo della celebrazione del matrimonio zingaro tra Pablo, lo spagnolo del mio corridoio, e Izaskun, la spagnola con cui sono andato in Norvegia. Non stanno insieme, ma dovendo trovare una scusa per fare una festa che durasse quattro giorni consecutivi, si è pensato di sposarli. Un po' zingari dopotutto nell'animo lo sono, quindi aveva senso, credo. Sto scrivendo dall'aereo mentre torno a Torino, spero che si possa...
Quando è arrivata Ele, venerdì sera, c'era la festa di addio al nubilato. Pablo mi ha regalato dei "pijama pants", ovvero un paio di pantaloni molli come piacciono a lui. Ne ha portati dalla spagna per me, stefan e una gonna per tina, visto che tutti e tre lo prendevamo per il sedere. Così quella sera ci siamo addobbati a dovere, io Ele e gli altri, con tanto di cerone alla berlusca, occhiali da tamarro e collana di monetine da mezza corona tenute insieme con lo scotch. Fetsa un po' idiota ma divertente. La sera dopo sono stati sposati sul serio intorno a un grande falò nel mezzo di Lappis. Gianpaolo, un tizio di roma che non conoscevo, ha scritto e letto un lungo discorso molto divertente pieno di aneddoti del loro anno passato qui, dall'arrivo, al viaggio, alle vicende successe (spesso in rima...che lavoraccio!). Era il prete. Giordy, il più zingaro di tutti, il testimone di Pablo. La cosa più ridicola è che a un certo punto è arrivato uno studente sfigato di mezza età che ci ha detto: "non fate fuochi sulla pietra (NB, è una pietra enorme che esce dal terreno, un masso, naturale, lì da milioni di anni) perchè rischiate di creparla". "E chissenefrega, direi!!!".



Sabato e Domenica abbiamo fatto qualche bel giro per Stockholm, compreso una gitarella fino a un'isola quasi disabitata, ex presidio militare (con ancora i cannoni della contraerea). Cercando di arrivare sulla sommità delle rocce, siamo anche stati bloccati da un manipolo di papere minacciose che ci caricavano con tecniche e strategia militare sopraffine (tanto che per raggiungere la cima e vedere l'afrcipelago dall'alto abbiamo dovuto provare per diverse vie...sconfitti dalle papere...che vergogna). Abbiamo visto il Vasa, museo della stupidità svedese (mette in bella mostra una enorme nave da guerra affondata 200 metri dopo il varo per un errore di progettazione...baricentro troppo alto e instabilità di rollìo, "orgoglio della marina militare del re". Beh, bravi, se siete orgogliosi di un varo del genere, chissà come sono quelli di cui vi vergognate...). La barca però è molto bella, è un galeone di un po' di secdoli fa, tutto di legno. Lunedì ho lavorato tutto il giorno, Ele è andata a trovare il suo erasmus-amico Johan a Uppsala.
Ari è arrivata lunedì sera e si è data il cambio con Ele, che è partita Martedì pomeriggio per la crucchia. Abbiamo mangiato pranzo tutti e tre insieme a fisica beach (la NOSTRA fisica beach...che è molto più beach di torino...), unico momento di intersezione comune a tutti e tre (pazzesco, cmq, essere 'quasi' casualmente tutti e tre a stoccolma...).



Comunque, che dire, in generale, grazie della visita, Ele, perchè per quanto la vita erasmus sia divertente e piena di stimoli e avvenimenti, mancano un po' i legami saldi e le amicizie storiche... mi ha fatto molto piacere ricevere una visita importante dentro a un contesto di vita così diverso. Ciao Ele!
Ari è arrivata per Valborg, ospitata dalla sua amica Amelie. Valborg è una delle grandi feste svedesi. Il più importante festeggiamento si tiene a Uppsala, a 60 km a NW di stoccolma. Mercoledì siamo quindi andati a Valborg, che per l'occasioni si t rasforma in una specie di gran casino per le strade. Gli studenti costruiscono delle barche con pezzi di recupero e fanno una gara nel fiume (il più di loro affonda oppure annega), ci sono concerti ed è l'unico giorno in cui è permesso bere superalcolici in luoghi pubblici (parchi, giardini, etc). Davanti alla facoltà di economia c'è un grosso prato e un concerto e tutti gli svedesi si accampano per festeggiare la primavera, sembra un po' una specie di piccola Woodstock. La sera, si va a ballare in una Nation, e ovviamente ci si ubriaca un sacco proprio. Io sono tornato in serata però perchè mi sentivo un po' di influenza e il giorno dopo dovevo comunque recuperare la giornata persa e lavorare (il primo maggio, giornata dei lavoratori, si lavora, mi pare giusto).

Ultimo "evento", anche perchè mi sta finendo la batteria e tra poco atterriamo e devo spengere il pc, il super falò in spiaggia a Lappis. Eravamo in duecento, perfortuna ho mangiato prima di andare là perchè era un gran casino. Il nostro falò alla fine era il più bello e il più grande, e in riva al mare. Avevamo con noi anche una chitarra e un sudamericano che suonava e cantava musica spagnola molto bene così alla fine si sono aggregati tutti gli altri. Ho anche provato l'esperienza nuova di essere baccagliato da un iraniano (credo) gay che voleva giocare a indovinare la mia nazionalità (ma sono stato salvato da Daniela la portoghese ballerina che in quanto tale ha un sesto senso per il mondo omosessuale, e mi ha prelevato e spiegato, visto che sono ingenuo e poco scaltro in queste cose). Credo che l'iraniano credesse che ci stessi, perchè ero gentile e lo credevo solo un po' brillo (ahahah!). Beh niente di chè, comunque...però è divertente l'idea che io sia stato "recuperato" da Daniela... :-)


Sono tornato a Torino, domani o dopodomani ci vediamo comunque di persona, finalmente!!!
Son contento
ciao a tutti

PS - le foto sono sempre qui...!!!
a presto, ciao

martedì 29 aprile 2008

Seconda puntata, viaggio in Norvegia (un po' più concisa)

Giorni 3,4,5



Ci siamo fermati a Bergen per una mezza giornata...Bergen è una bellissima cittadina (ben più bella di Oslo, credo) e ha una fila di casette storiche colorate con il tetto appuntito, storte e piegate su loro stesse dal tempo, collocate nella lista dell'unescocome patrimonio dell'umanità. In effetti, sono molto belle! Bergen ha anche un famoso mercato di pesce, molto turistico oggi, ma lo stesso autentico, soprattutto in questa stagione. Lì i pescatori vendono i loro salmoni e i pesci che pescano nelle acque fredde del nord. Noi abbiamo comprato un pezzo di salmone con le bacche e le spezie, buonissimo, e ce lo siamo mangiato a panino...sul marciapiede di una via del centro. Se doveva essere un viaggio zingaro, che lo fosse fino in fondo!!! Nickolai il suonatore di tuba della germania dell'est era un po' disagiato e si sentiva fuori luogo, e maria, la spagnola turbolenta, lo disagiava ancora di più perchè se ne stava seduta proprio in mezzo al marciapiede, bloccando il passaggio alle mamme con passeggino...

dopo Bergen, Ramon pensava di poter prendere un traghetto turistico molto bello che passa per un fiordo strettissimo e abbastanza lungo, ora per metà coperto di neve, ma arrivati dove partiva il traghetto, non abbiamo trovato nulla...solo un autobus di spagnoli con cui Ramon si è messo a parlare tutto contento. Il posto era davvero stupendo, ma purtroppo mi mancano le foto del suonatore di tuba, che ha scattato le immagini più belle di quel posto...
Quindi abbiamo proseguito lungo la strada e ci siamo avvicinati alla zona più montagnosa, dove c'è il ghiacciaio più grande dell'europa e soprattutto...l'unico al mondo che non si sta rimpicciolendo ma che continua a crescere...
E' incredibile ma i paesaggi cambiano davvero in modo un sacco pazzesco (e un sacco bello pure) in pochi chilometri: dai fiordi all'alta (in realtà bassa) montagna in neanche mezz'ora. E tantissima neve, con paesini alpini e casette diroccate. A fine aprile, ancora almeno un metro di neve...chissà cosa doveva essere a inizio marzo...E i laghi. Mamma mia che laghi...bellissimi!! Quando uno vedeva un posto bello, faceva le luci alla macchina davanti e ci fermavamo a fare foto e films...eravamo sempre fermi...!!

Quella sera siamo arrivati, invero un po' stanchini, alla nostra prima (e unica) notte sotto un caldo tetto di norwegian wood (...she, showed me her room, isn't it good, norwegian wood...). Una vera casa, ragazzi, non so se mi spiego. Con lavandino, doccia, sofà, tavolo, fornelli, letto, LENZUOLA...Ci si dimentica di quanto è bello avere una casa finchè non si dorme per tre giorni di fila in una macchina. Una stufa, addirittura, a legna, per scaldarci...ah, che spettacolo...e una...televisione!!! Proprio così, una vera televisione, di quelle che funzionano a corrente elettrica, con tutti quegli elettroni un po' pazzerelli che vanno a schiantarsi contro lo schermo fluorescente formando le immagini...pazzesco, eh?

[nota per chi è pigro: APRIRE la foto con la finestra...perchè è molto bella, secondo me!!]

il giorno dopo però abbiamo dovuto comunque svegliarci sul prestino perchè dovevamo andare a vedere il ghiacciaio e fare una bella deviazione dalla strada principale per vedere alesund (perchè alesund è uno spettacolo...vedi link...!!). D'altra parte, il suonatore di tuba aveva ricevuto in questi giorni una telefonata importante, dove gli dicevano che l'avrebbero preso come sostituto di una tubista ammalato all'interno niente meno che della reale orchestra sinfonica di stoccolma...sostituto ben pagato, inoltre...e visto che l'avevano segato all'audizione precedente, era una buona occasione per farsi apprezzare. Così aveva deciso di prendere un aereetto da alesund, o ostersund...cagandoci un minimo le palle, pure, ma se è la sua occasione della vita, e va beh, va bene così!!! Insomma, ci siamo svegliati presto e siamo andati a vedere il ghiacciaio.
Ma la strada era sbarrata da una grossa slavina così abbiamo solo visto un altro po' di laghetti e di neve.

[prosegue prossima volta...
nel frattempo, ci sono su
picasa
le foto di ele :o) qui, con serate connesse]

martedì 22 aprile 2008

Tornato a Lappis (prima puntata)

Bene, posso dire con orgoglio che neanche AleSola ha mai fatto (credo) un viaggio più zingaro di questo. Partiti in sei (io, gli spagnoli Sol, Izaskun, Maria e Ramòn e il tedesco Nicolai) con due macchine e una tenda da Lappis, abbiamo fatto 2500 Km in 5 giorni (due volte e mezzo l'italia...).
Un viaggio così ancora non l'avevo fatto, è stato un po' strano ma molto "giovane". Bello. Un viaggio Erasmus...

Giorno 0
da Lappis a una resting area (piazzuola) a forse 50 Km da Oslo

Partiti da Lappis mercoledì pomeriggio alle cinque e mezza, abbiamo macinato un po' di chilometri per arrivare il più vicino possibile a Oslo. Avevamo due Polo di Europcar e una tenda (per ogni evenienza...non si sa mai che ci tocchi usarla se non troviamo un ostello...sì, sì, "non si sa mai...", le ultime parole famose...!!). Non trovando un ostello o un campeggio aperto, siamo approdati a una confortevole zona di ristoro della superstrada (a una sola carreggiata e una sola corsia) a una cinquantina di chilometri da Oslo. "Sarà che è la prima sera e ci tocca dormire in macchina da barboni...". La piazza era occupata da camionisti ma abbiamo trovato il nostro posticino di fianco al lago. Lì vicino, il bagno della piazzuola, con lavandino e sapone, acqua calda, asciugatore elettrico mani, gabinetto pulito, pavimento pulito e...posto per cambiare i bambini neonati. Gratis. Me cojoni...
Abbiamo dormito io e Sol in una macchina, Maria e Izaskun nell'altra e i due "grossi" in tenda. Per fortuna avevano un sacco a pelo come si deve perchè di notte la temperatura è scesa sotto zero e il giorno dopo il lago aveva un sottilissimo strato di ghiaccio in superficie...
Ci siamo svegliati con la brina gelata sui vetri della macchina e sulla tenda e il naso assiderato.



[nell'ultima foto, in senso orario, a partire da Izaskun (la ricciola): Izaskun, Sol ("mamma" sol), Nicolai (il tedesco suonatore di tuba), io, Ramòn, Maria]

Giorno 1

da prima di Oslo a un luogo tra Sandnes e Lauvik, sulla strada 13

Colazione sul prato davanti al laghetto (e tra i camion). Mi sono svegliato con le goccie di acqua che condensavano sui vetri. Siamo partiti e siamo arrivati in poco tempo a Oslo. Oslo è una città abbastanza piccola, ed è molto moderna...non ci siamo fermati molto perchè dovevamo proseguire e raggiungere la nostra "vera" meta, i fiordi e la costa occidentale, con l'oceano. Sol voleva vedere la sua roccia, che poi è anche un po' la roccia di Sere, Preikestolen (link), io volevo vedere la mia, quella di Kjerag (link), quindi abbiamo deciso di percorrere la strada a sud della norvegia, che doveva essere più diretta...il panorama non è stato un gran chè, il paesaggio era piuttosto piatto e normale...insomma, non è questa la Norvegia...
A Oslo il Tedesco suonatore di Tuba (già perchè non ve l'ho raccontato ancora, questo tedesco dell'est, alto un metro e novanta se basta, enorme ma con la faccia da bamboccione, suona la tuba al conservatorio...ogni tanto in macchina si metteva a fare delle pernacchie modulate, un po' come quando si fischia, ma a pernacchia...era bravo, mai sentite delle pernacchie tanto belle...fatto sta che a metà del viaggio ha rivcevutoi una telefonata dalla reale orchestra sinfonica di stoccolma e l'hanno preso a sostituire un tubista ammalato per un concerto...sti cazzi...) - dicevo - il tedesco suonatore di tuba a oslo ci ha portati a vedere il teatro dell'opera, costruito di recente...molto bello in effetti, sembra un grosso motoscafo bianco, tutto di marmo grezzo (non levigato), squadratissimo. Uscendo dal garage però ha rigato la macchina e si è messo a urlare: "shit!, shit!, shit!" una decina di volte. Alla fine era sconvolto (e aveva l'aria ancor più inebetita, e lo capisco, poverino) e ha spento il motore della macchina due volte...al chè abbiamo cambiato autista...
Siamo arrivati dopo tanti tanti chilometri in proissimità di Sandnes (e Stavanger, più a nord), dove ci siamo accampati in un bellissimo prato (trovato per puro caso grazie alla mia geniale intuizione) sulla strada 13. Il mattino dopo, quando ci siamo svegliati, c'erano le mamme con i passeggini (in norvegia ogni mamma ha due figli, non uno di più, non uno di meno...e piangono alternati, quando smette uno, inizia l'altro...non so some sia possibile, ma è così) che si facevano la loro camminata giornaliera nel bellissimo parco in cui ci eravamo accampati (ce ne siamo resi conto solo di mattina, quando è sorto il sole...).



[foto: il parlamento norvegiese; il teatro dell'opera, vista del mare davanti a oslo; Ramòn e Sol, alla ricerca di un posto dove dormire, vicino a Sandnes, Sol spiega al suonatore Jones che deve fare "due" con il dito, siamo nel parco delle mamme coi bambini (giorno due)];

Giorno 2

da prima di Lauvik a est di Bergen

Di "buon mattino" siamo partiti continuando per la strada 13 e siamo arrivati a Lauvik, dove abbiamo preso il nostro primo traghetto. Sol, Izaskun e Maria si sono perse (la prima di una lunga serie di volte...!!) così ho fatto un bel po' di belle foto al posto...Il primo traghetto...questi traghetti norvegesi hanno un chè di animalesco, sembrano un po' dei lenti bradipi. Sono belli, si inseriscono bene nel paesaggio, credo, perchè sono essenzialissimi e sanno proprio di artico.
Da Lauvik il traghetto ci ha portati a Forsand e da lì siamo arrivati a Fossmork. Fossmork è il paesino più vicino a Pulpit rock, la roccia di Sere e Sol.
Vale la pena camminare due ore per arrivarci, è una bellissima gita in montagna, e vale la pena in particolare farlo in questa stagione, perchè c'è ancora quella bella neve primaverile compatta (e ghiacciata), che ti permette di scivolare e precipitare giù dai burroni. La camminata verso pulpit rock è fatta di tanti paesaggi diversi, ci sono tre salite brusche, ma tra una e l'altra pezzi in pianura con laghi, paludi, pezzi di sentiero su palafitta, prati...




[foto: prime due a Lauvik, aspettando il traghetto; tra Lauvik e Fossmork; casetta sul lago a Fossmork, subito prima della passeggiata per Pulpit rock; scalata verso pulpit e meta (raggiunta)...nell'ultima, Geronimo capo indiano degli Apache]

La camminata dura due ore, ma abbiamo faticato a restare nel sentiero perchè c'era tanta neve, in alcuni punti, e si rischiava davvero di scivolare. In certi punti c'erano lastre di ghiaccio (e una catena a cui aggrapparsi) sul bordo del precipizio, veniva un po' di strizza a camminare lì. Ma alla fine siamo arrivati a Pulpit Rock, dove abbiamo anche mangiato. Il posto è indescrivibile, perchè la vista si estende per tutto il fiordo, a picco a più di 800 metri sul mare. Ottocento, non so se mi spiego...mi vengono già le vertigini al quarto piano, figurarsi al duecentosessantaseiesimo...ma dopo un po' uno si abitua e si può davvero godere il paesaggio.
Da lì, non siamo passati dalla MIA roccia perchè il tempo è tiranno (e anche gli spagnoli in viaggio con me), e siamo arrivati, passando per qualche traghetto, fino a Bergen. Il viaggio sempre bellissimo, con paesaggi stupendi. Quello che mi colpisce di più è la luce di quei posto. Limpidissima, azzurrissima, e dei tramonti stupendi. Un viaggio così sarebbe da fare in moto, con un mese di tempo. Tutto il nord. Spettacolo...

Abbiamo dormito (sempre in macchina e tenda) sul prato di un campeggio ancora da costruire, a est della città, in compagnia delle ruspe (ferme) poco lontano da noi.

[fine prima parte - nelle prossime puntate: bergen, le montagne, l'unico ghiacciao al mondo che cresce, la nostra prima e unica notte sotto un tetto, la ocean road, Trondheim, le avventure del suonatore di tuba richiamato d'urgenza a stoccolma e...ramon nel bivacco di fortuna
intanto, tutte le foto, come sempre, su picasa (link)]